Murogeopietra indistinguibile dal naturale

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Murogeopietra indistinguibile dal naturale

Villa La Pineta è un progetto di sostituzione edilizia di un fabbricato residenziale in Versilia. La villa si propone come un intervento innovativo nel contesto puramente tradizionale in cui è inserita dal punto di vista estetico; un elemento di assoluta novità, legato allo stile molto personale che la caratterizza, frutto della commistione tra le scelte progettuali e le esigenze della committenza.

L’idea di partenza del progetto è di avere tre setti principali paralleli tra loro a scandire gli spazi interni, lasciando il resto delle chiusure perimetrali vetrate, per creare ambienti ampi e luminosi, che si affacciano sull’ampio giardino di pertinenza o sui vari balconi e terrazzi ai piani superiori. Protagonista dell’ambiente interno è il corpo scala, che abbina alla sua funzione pratica anche quella estetica di arredo. Grande attenzione è stata dedicata allo sviluppo e alla realizzazione dei dettagli costruttivi e alla scelta dei materiali utilizzati, in modo da perseguire criteri di bioedilizia e contenimento energetico e ottenere la classe A.

Al tempo del progetto l’amministrazione comunale ci aveva creato molti problemi. Di conseguenza il nostro lavoro e la costruzione sarebbero stati sotto controllo puntuale. Purtroppo il nostro progetto, date le notevoli dimensioni delle murature, fuoriusciva dalla sagoma a terra nei suoi limiti massimi. O meglio, la somma delle murature, più il rivestimento di sasso, moltiplicato per quattro lunghi setti, rubava 60/70 cm alla sagoma in pianta.

Il collega Andrea Lapasini mi suggerì la pietra ricostruita Geopietra, con il suo basso spessore, che io rifiutai immediatamente come una pessima finzione. In realtà ero fermo alle prime realizzazioni che erano, nel mio ricordo, di fattura grossolana e di colorazioni non autoctone, perché derivate da pietre americane. Andrea insistette e io scoprii che il prodotto, da moltissimi anni, era cambiato e che, non solo era incredibilmente simile alle nostre pietre, con molte variabili, ma ad opera finita anche il risultato estetico e sensoriale non differisce dall’originale. murogeopietra è poi eccezionalmente utile per mantenere e valorizzare le performance dell’isolamento termico esterno con un sistema di posa collaudato. La leggerezza, la facilità di montaggio, la componibilità soggettiva dei vari modelli e la garanzia di durata furono determinanti nella scelta. murogeopietra ha superato il test più veritiero in assoluto, le persone che lo guardano non sospettano minimamente della sua natura ricostruita.

Architetto Daniele Fiori

 

Nell'articolo: murogeopietra mod. PMR Opera Incerta.

Arch. Daniele Fiori

Laureato in Architettura al Politecnico di Milano nel 1985 con Marco Zanuso, con il quale poi collabora su progetti e concorsi. Consegue il master triennale in Architettura d’Interni presso l’Istituto Europeo di Design e successivamente è docente di Progettazione Architettonica presso l’ISAD (Istituto Superiore di Architettura e Design). La filosofia progettuale di Daniele Fiori poggia sul recupero dei valori storici ed identificativi dei luoghi, nel rispetto del “genius loci”. L’interesse per la storia, la ricerca delle origini, delle radici architettoniche nel progetto, lo porta a lavorare sul dettaglio con determinazione e perseveranza.

Nel 2012, fonda DFA Partners per aprire nuovi e più innovativi canali di dialogo professionale. Interessato all’applicazione delle nuove tecnologie, alle tendenze contemporanee sul contenimento dei consumi energetici, ai dettami della bioarchitettura e alla costante ricerca di nuovi materiali, il suo lavoro progettuale si svolge nella dialettica continua fra tradizione e innovazione.

www.dfapartners.com